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globalizzazioneNell’era odierna non c’è un singolo gesto quotidiano che non è possibile svolgere per mezzo di strumenti elettronici, che si parli di ordinare cibo, acquistare svariate merci o farsi amici dall’altra parte del mondo. Le svariate zone del nostro pianeta sono collegate da una rete fitta e invisibile che permette alle informazioni di viaggiare ovunque in tempo reale, così come se ci trovassimo in un “villaggio globale”. Anche materialmente, le distanze si sono accorciate, grazie ai nuovi mezzi di trasporto, sia aerei che su ruote.

Fare una vacanza all’estero è oggi una realtà che sarebbe suonata impossibile alle orecchie dei nostri antenati. Era il 1983 quando il Theodore Levitt per la prima volta parlò di “globalizzazione”, circondato da un pianeta che si accingeva a cambiare da tutti i punti di vista, facendo sentire ognuno di noi più cittadino del mondo di quanto lo era mai stato. “La globalizzazione dell’economia è a portata di mano” annunciò lo stesso anno, prevedendo la comparsa di nuovi colossi economici. Oggi sono appunto le multinazionali i padroni indiscussi del mercato mondiale. Che si fanno strada schiacciando le piccole imprese. Non sono più le aziende ad adeguare le merci ai nostri gusti individuali, ma siamo noi che seguiamo il modello da esse proposto.

Tutti noi giovani vestiamo marche come la Nike, beviamo Coca-Cola, indossiamo jeans, ascoltiamo musica famosa e compriamo nei fast-food, succubi del modello di vita americano. 

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lastampa.it i promessi sposiIl romanzo dei Promessi Sposi, scritto più di due secoli fa, è ancora oggi uno dei più conosciuti e apprezzati.

A realizzarlo fu Alessandro Manzoni, un uomo che, dopo essere convolato a nozze con una ginevretta di grande fede, fece della morale cattolica una linea guida per la vita. Scrisse diversi inni in onore della Chiesa, prima di giungere a stilare quello che è considerato il suo capolavoro. Con esso, fu il primo a fondare il concetto di romanzo storico, ambientando la sua vicenda nel 1600, periodo della dominazione spagnola in Italia. Nonostante questo, il suo scritto conserva sempre un piacevole tono di contemporaneità e realismo, soprattutto per il modo in cui l’autore traccia la personalità dei suoi personaggi principali: Renzo e Lucia.

Entrambi giovani, nutrono l’uno per l’altra un forte amore e hanno già progettato di sposarsi, così da poter vivere una vita serena insieme, nel loro paese. Lui è un operaio dal carattere e dall’animo buono, ingenuo quando viene accecato dalla rabbia, ma dotato della capacità di prendere scaltre decisioni sul momento. Lucia è, invece, la “classica” contadina semplice e devota, con un’indole caritatevole che si basa sulla fiducia nelle scelte del Signore e sulla costante preghiera. Proprio per la devozione che ripone in Dio, è la preferita del Manzoni che, come lei, crede la vita di ognuno di noi faccia parte di un complesso progetto divino dedito a premiare gli umili e gli sfortunati a sfavore dei potenti malvagi.

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il matrimonio dei miei nonniIl ritrovamento di una vecchia foto che ritrae in primo piano il volto di mia nonna, nonna Lina, all’età di 17 anni, con una folta e riccia chioma nera che incornicia il suo viso illuminato da uno splendido sorriso, e che riporta sul retro la dedica fatta dalla nonna al suo amato, nonno Gino, è stata l’occasione per ascoltare da lei  il racconto del loro incontro e del loro matrimonio.

Così, sedutasi sulla poltrona della sua camera da letto, tenendo in mano quella foto, mia nonna mi raccontò:

“E’ stata la zia Vincenzina a farci conoscere. Lei, la “tramezzana”, come si diceva ai nostri tempi, ha favorito il nostro matrimonio. Abitava vicino alla casa del nonno e parlò molto bene di lui, delle sue doti e virtù alla mia famiglia. Il nonno era già un  carabiniere e questo giocava a suo favore. Io, d’altra parte, desideravo una vita diversa da quella dei miei genitori che lavoravano duramente nei campi. Così tra noi scoccò la scintilla, la mia famiglia accolse la proposta di matrimonio del nonno e, lui poté continuare a venire a casa mia per farmi visita: “la trasatura”, si diceva allora. 

I miei genitori offrirono un piccolo rinfresco nella nostra casa ai parenti più stretti per ufficializzare il fidanzamento. Fu in questa occasione che il nonno mi regalò l’anello d’oro bianco col brillantino, sai, quello che metto nelle occasioni più importanti.

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giorgiaMi ritrovo spesso a pensare al mio futuro e a fare delle previsioni su come sarò da grande.

Se penso a me tra venti anni, mi vedo così: vivo in Italia con la mia famiglia e frequento l’università per diventare professoressa di matematica nelle scuole. Mi piace molto studiare questa materia; ha iniziato a piacermi in seconda media, quando ho incominciato a capirla bene. Relativamente al tempo libero, come da piccola mi piace stare con i miei parenti e con i miei amici e, cosa più importante, pratico ancora ginnastica artistica. La ginnastica è il mio sogno sin da piccola. Quando ho iniziato a frequentarla, me ne sono innamorata subito; in seconda media ho cambiato palestra e ho trovato un’insegnante bravissima, da lì ho continuato il mio sogno. Mi piace anche andare a pesca con mio padre, fare a gara per chi prende più pesci. Non ho ancora un ragazzo, ma spero di trovare la mia anima gemella con cui passare il resto della vita. Mia sorella, quella piccola curiosona, ora ha diciassette anni ed è molto testarda, proprio come me. Ricordo sempre che mia madre diceva a mio padre: “Ora siamo tre donne arieti in famiglia, povero te!”. Il nostro è un bellissimo rapporto e spero sia così per tutta la vita. Anche con i miei genitori ho un bel rapporto sereno e positivo, so di poter contare sempre su di loro per qualsiasi cosa.

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i figliCaro diario,

una cosa è risaputa: ogni genitore stravede per i propri figli e per loro  sono sempre i più belli, i più bravi, i migliori in tutto!

Questo è un qualcosa che caratterizza soprattutto le mamme, per le quali i propri figli sono come divinità discese in terra, come delle star, li vedono bellissimi e perfetti sotto ogni aspetto e senza alcun difetto. Immagino che ciò sia dovuto al fatto che li guardano con gli occhi dell’amore e vedono amplificato ciò che in realtà è normale. Mi rendo conto che i genitori non sono obiettivi e dovrebbero evitare di vantare i propri figli, perché rischiano di creare in loro delle aspettative troppo alte che, se non si realizzano, potrebbero, in futuro, causare nei ragazzi delle delusioni. Queste considerazioni, caro diario, nascono in me dalla mia situazione personale: io sono figlia unica e vedo mamma e papà concentrati unicamente su di me. In realtà tra i due è la mamma quella più “coinvolta”, perché papà cerca sempre di farla restare con i piedi per terra e, quando lei mi dice “Come sei bella…come sei brava…”, papà risponde che lei dice così perché sono sua figlia.

In fondo, però, lo so che anche lui la pensa come mamma! Se ciò da un lato mi piace, perché mi sento coccolata, dall’altra mi spaventa, perché temo, a volte,  di deludere le loro aspettative, soprattutto nel campo scolastico.

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nostalgia2E’ un sentimento che, nel bene e nel male, accompagna sempre l’uomo.

Siamo esseri formati da ricordi, che ogni tanto diamo un’occhiata dentro di noi e ci riscopriamo incompleti, desiderosi di tornare ad essere protagonisti di una dimensione passata.

Sarebbe così bello se anch’io potessi essere trasportata via dal vento, come brama il Carducci.

Vorrei tanto poter tornare a scoprire i luoghi e le persone cari a me quando ne sento l’esigenza, ma un viaggio si può anche intraprendere anche con la mente.

Rinchiudendomi in quella sensazione agrodolce chiamata nostalgia, è come se avessi l’universo a portata di mano per andare dove più mi aggrada ogni volta che lo desidero.

Sofia Lazoi

  

Il passato ci lascia sempre dei ricordi, e, insieme, anche un po’ di tristezza, se pensiamo alle persone che non ci sono più o ai luoghi da cui ci siamo allontanati. Quando penso alla casa in cui sono nato, la nostalgia attanaglia il mio cuore. Non era grande come la casa in cui abito adesso, nè tanto luminosa, ma era il mio nido, dove ho cominciato a parlare, a giocare, ad essere amato.

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primavera

 

 

Si allungano le giornate,

fioriscono le prime viole,

nel cielo file ordinate

di rondini vicine al sole.

 

Il profumo di primavera

è forte nelle nostre case,

e prima che venga sera

si raccolgono  molte rose.

 

Francesca Stanca

 

 

rondini

 

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BELLEZZA INTELLIGENZACaro diario,

oggi riflettevo su una cosa di cui si sente molto parlare: è più importante l’intelligenza o la bellezza? A questo ho ripensato più di una volta, e a questa domanda  la mia risposta è sempre decisa e convinta: per me è più importante l’intelligenza! Se vuoi sapere perché la penso così, sono qui proprio per spiegartelo! Ho sempre creduto fin da bambina che sia mille volte meglio essere intelligenti che belli, ma ignoranti! È per questo che mi attraggono le persone sensibili, perspicaci, sagaci, e meno quelle che puntano tutto sul loro aspetto fisico.

A volte, però, ho l’impressione di vivere in un mondo ormai “perso”: la gente sembra interessata più all’aspetto esteriore, che alla sostanza delle cose. So anche che ci sarà chi è  in disaccordo con me, perché vedo tanti  che spendono soldi per la propria estetica e per essere sempre alla moda, per avere fisici scolpiti o visi senza rughe e perfetti; inoltre è sempre più diffuso il fenomeno delle “fashion blogger” sui social, che danno consigli di moda, per essere sempre “à la page”. Credo che sia necessario sostituire questi valori con altri più profondi e solidi, come la capacità di destreggiarsi nelle varie situazioni, di risolvere i problemi e di affrontare le situazioni varie della vita in maniera razionale.

La vera bellezza è anche quella di un animo, che si dimostra aperto verso gli altri, di chi è pronto ad aiutare i bisognosi e a dare il proprio contributo quando vede qualcuno in difficoltà.

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internet pericoliTanti sono i problemi legati alla rete: dalla spam al furto d’identità, dai profili falsi al cyberbullismo. Per evitare questi inconvenienti basta rispettare la regola delle 3 C: competenza, consapevolezza e conoscenza.

Internet nasconde una parte che noi non vediamo: il cosiddetto ‘’Deep web’’ e ‘’Dark web’’, cioè quella parte del web alla quale solo esperti e forze dell’ordine possono accedere.

Facebook, Whatsapp, il cui uso è permesso dall’età di 16 anni, come tutti i social network, raccolgono notizie su di noi  e così chi ha accesso illegalmente a questi dati ricostruisce la nostra identità digitale, il tutto in base a quanto tempo trascorriamo sui post, ai like e alle pagine seguite.

Ed inoltre non bisogna mai pubblicare foto di documenti come carte d’identità, codici fiscali o codici di carte di credito perché ci sono persone che vendono i nostri documenti per guadagnare. L’uso inappropriato delle nuove tecnologie per intimorire e molestare altre persone attraverso Internet è il cyberbullismo.  

Il cyberbullo agisce quasi sempre in gruppo, che lo sostiene: lo scopo è di abbassare l’autostima della vittima. Il gruppo quindi è responsabile tanto quanto il bullo. 

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