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LAQ.CRONACALOCALE

 

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lettera alle quinteCari amici delle classi quinte,

noi alunni di terza media, come fratelli più grandi, ci teniamo molto a darvi alcune dritte sulla futura scuola che frequenterete. Non fraintendete, però;  il nostro intento non è quello di dirvi cose belle sui docenti (che pure lo meriterebbero!) o sulla facilità o meno del percorso (cose che dipendono da come vi ponete di fronte allo studio!), ma vorremmo trasmettervi quello che in questi anni abbiamo imparato tra i banchi di questa scuola meravigliosa che è l’Istituto Comprensivo “G. Falcone- P. Borsellino” di Soleto, Sternatia e Zollino.

Quello che vogliamo dirvi subito è che, mentre in molte scuole ci si vanta di dare risposta a tutte le domande di alunni e genitori, qui i docenti vi insegneranno a porvi le domande. Noi abbiamo imparato che tutto ciò che apprendiamo è legato alla nostra capacità di porci le domande giuste, quelle che fanno sì che le informazioni vengano assimilate e restino impresse per sempre nella mente, permettendo così la maturazione e lo sviluppo del pensiero critico. Dovete sapere che ci sono domande di ogni tipo: quelle cosiddette “di servizio”, che servono nella vita quotidiana per mille motivazioni: chiedere informazioni, conoscere gli eventi che accadranno nella propria città, sapere quello che i nostri familiari hanno fatto durante il giorno e molte altre cose ancora.

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arrivo del fratellinoCaro diario,

ora ti racconto una cosa che a te farà ridere, ma, ti assicuro, che non è divertente affatto. Partiamo dal principio…

Sin da piccola ho sempre desiderato un fratellino o una sorellina tra soffioni, desideri espressi spegnendo le candeline, letterine e altre pazzie indescrivibili, raggiunti gli otto anni, mi ero ormai arresa a rimanere per sempre figlia unica. Un bel giorno, però,  i miei genitori mi dissero che mi dovevano dare una bellissima notizia; io subito con un sorriso a trentadue denti risposi come una stupida: “Viaggio a Parigi? Disneyland Paris?”,  e loro mi guardavano ridendo. Io, come sempre, stavo già iniziando a fare i programmi per la partenza: quando partiamo, foto fantastiche sotto la Torre Eiffel, ma continuavo a fissarli, avvertendo che c’era qualcosa che non andava, anche se non capivo cosa. Li vedevo ridere fra loro, ma pensavo tra me e me: “Perché ridete?”. Dopo un po’ mi risposero: “Il tuo sogno non era avere una sorellina o un fratellino?...”.

E da allora iniziarono i problemi. Dopo nove mesi, la peste è arrivata tra noi e la mia pace è finita: niente più discorsi seri con i miei genitori, perché o si intromette o si mette a gridare, cantare qualunque cosa purché io non parli; inoltre, niente più amiche a casa perché o si intrufola in camera mia o si appiccica alle mie amiche.

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orientati verso doveAlla nostra età, orientarsi verso qualcosa o qualcuno non è facile, ma talvolta è necessario per riuscire a prendere una decisione consapevole. In questo momento noi ragazzi di terza media abbiamo una fondamentale scelta da compiere: la scuola superiore in cui proseguire i nostri studi. E’ una decisione con la quale dovremo convivere per ben cinque lunghi anni. Infatti, la scuola che sceglieremo di frequentare diventerà per noi come una seconda casa ed una seconda famiglia, proprio com’è successo qui, nella scuola secondaria di primo grado.

Per aiutarci nella scelta, la scuola ha organizzato per noi il Progetto Orientamento, che è tuttora in atto. Esso ha l’obiettivo di accompagnarci a prendere una decisione consapevole, non impulsiva o basata su stereotipi e dicerie, che tanti di noi si sono sentiti raccontare all’inizio di quest’esperienza. Così, attraverso incontri con i diversi istituti superiori del nostro territorio, che si sono tenuti in varie giornate scolastiche, ci sono stati illustrati i percorsi formativi di ciascuna scuola secondaria di secondo grado. Molti tendono a mostrarci la propria scuola come la migliore, presentando tutti i vantaggi che deriverebbero alla nostra formazione se decidessimo di frequentarla.

E’ chiaro l’intento: mirano a convincerci più facilmente a iscriverci; in realtà talvolta ci confondono ulteriormente. 

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R3 RICORDI 1152x768Lo spettacolo del Teatro dell’Argine, intitolato “Ricordi”, in scena presso i cantieri teatrali Koreja il 20 gennaio 2020, racconta in chiave ironica come una ragazza, Marta, cerchi invano di far ricordare le cose, anche quelle più vicine nel tempo, al padre il quale si smarrisce ogni giorno: alla stazione, al bar, sotto casa. I due attori eseguono delle acrobazie rappresentanti la confusione e il disordine mentale dell’uomo che, durante un momento di riflessione, fa capire il caos presente nella sua mente ogni volta che la ragazza lo chiama “papà”. Nonostante non sappia chi lei sia, in un attimo nella sua mente si fanno spazio i ricordi di quando portava quella bambina a scuola, al mare, a cena e tutti i momenti felici. Allora il padre si gira verso la figlia ogni volta che questo la chiama, le fa un sorriso e le risponde, fidandosi di lei perché non può fare altrimenti.

A Marta, quel sorriso ricorda quello di anni prima quando tornava a casa da scuola e giocava con il padre o di quando era andata con lui a Parigi ed era salita sulla torre Eiffel.

Ed è in quel momento che la ragazza si avvicina al padre e lo abbraccia gridando la parola amore, poiché non esiste cosa più grande dell’amore tra padre e figlia.

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regionali Flavio 1 12 2019Flavio Leo, 12 anni, di Soleto (LE), domenica 1° dicembre 2019 a Pulsano (TA), conquista il titolo di Campione Regionale (Puglia) di Kick-boxing nella sua categoria.

Un brillante risultato, frutto dell’impegno e dedizione di Flavio. Inizia il suo percorso sportivo nel 2013, all’età di 6 anni, nella palestra gestita dal coach Ilario Petrachi del Team Casalino.

Con costante impegno raggiunge i requisiti necessari per entrare a far parte del mondo della competizione sportiva. La sua prima avventura competitiva inizia nel maggio del 2018, arriva in seconda posizione e si aggiudica il titolo di Vice-Campione Italiano. A novembre dello stesso anno, diventa Campione Mondiale di Kick-boxing nella sua categoria, a Roma, sfidando il giovane polacco Olivier Clark due anni più grande. Infine, domenica 1° dicembre 2019 a Pulsano (TA), disputa la sua terza emozionante gara, conquistando il titolo di Campione Regionale (Puglia) nella sua categoria.

Il prossimo importante obiettivo è quello di conquistare la cintura nera. 

Nuove sfide attendono Flavio nel futuro: il piccolo combattente dovrà allenarsi duramente ed ascoltare il proprio maestro per superare ogni ostacolo ed aggiudicarsi il successo. 

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adolescenti gruppoIl bisogno di sentirsi parte di un gruppo, di stare insieme agli altri, di condividere esperienze, di confrontarsi, di riconoscersi nelle idee e nelle abitudini di vita dei coetanei è una necessità quasi fisiologica, che si manifesta con l’ingresso nell’adolescenza.

Certamente, tuttavia, non tutti i gruppi sono di uguale importanza! Anzi, è necessario distinguere un gruppo di persone che si conoscono superficialmente, dal gruppo dei veri amici. Quest’ultimo deve essere quel “luogo” in cui tu puoi veramente essere te stesso, in cui non sono presenti opportunismo o falsità, ma solo sincerità nel mostrarsi e nel dire ciò che si pensa, senza la paura di essere giudicati. Ognuno può contare sull’aiuto degli altri, rispettandosi sempre.

In una piccola comunità come quella in cui vivo, il gruppo di amici coincide spesso con quello di scuola. Purtroppo, però, la mia classe non è sempre un vero e proprio “gruppo di amici”, perché, nonostante i nove anni trascorsi insieme, si fanno ancora distinzioni: ci sono quelli che “vanno bene a scuola” e, come tali, vengono talvolta presi in giro (salvo, poi, ricorrere a loro nel momento del bisogno), e quelli “popolari”, i “capetti”.

Io non le faccio queste distinzioni! Il mio gruppo di amici è quello composto da tutte quelle persone di cui mi posso fidare (non importano i loro voti scolastici!!), ragazzi che non mi tradiranno mai e che possono sempre contare su di me.

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violenza di genere zollinoQuella del 25 novembre è una giornata importante, dedicata a un tema che, purtroppo, è sempre d’attualità, ossia la violenza di genere. Questa ricorrenza è stata istituita per focalizzare tutta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo tema, che purtroppo negli ultimi anni ha interessato tanto la nostra società. Infatti qui in Italia sono molteplici i femminicidi, termine appunto con cui noi designiamo gli assassinii delle donne. Nel 2019 fino ad ora se ne contano 96, ma nel 2018 l’Italia ha raggiunto il maggior numero di tutti i tempi: 142 vittime. Significa che in media, ogni tre giorni, nel nostro Paese è stata uccisa una donna.

La nostra scuola ha voluto celebrare questa giornata con un convegno, che ha visto come interlocutori noi, ragazzi di terza, e alcuni esperti: il dottore Roberto Maniglio, la dottoressa Enza Micelli e il maestro Luigi Perrone. A turno ci hanno offerto la loro professionalità, per aiutarci a comprendere il fenomeno.

Per primo ha parlato il dottor Maniglio, criminologo e psicoterapeuta, il quale ci ha invitato a riflettere sulle differenze tra bullismo e violenza di genere. Si ritiene “violenza sulle donne” qualsiasi forma di aggressione, minaccia, maltrattamento proveniente da un uomo adulto e diretta ad una donna. Infatti, questi sono tutti comportamenti che non tengono conto della volontà delle donne, che hanno il diritto di dire sì, come di dire no a chiunque.

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come le rose a maggioIl romanzo è il racconto di una terribile esperienza che ha cambiato la vita in primo luogo al figlio Matteo, di soli 15 anni e poi a tutta la famiglia dell’autore, Antonello D’Ajello. Tutto ha avuto inizio il 26 dicembre del 2012, in pieno clima natalizio, con la famiglia riunita, grazie anche  all’arrivo dei parenti. Matteo era rientrato in casa e, improvvisamente, si era sentito male; era entrato nella sua vita il “Mostro”, una rara forma di encefalite sviluppatasi dal virus della mononucleosi e da qui è iniziato il suo calvario.

Oggi Matteo ha 22 anni, è su una sedia a rotelle, ma non ha mai smesso di lottare. Gran parte del merito va alla sua mamma, definita una “Quercia” e al papà che non si è mai arreso. Una storia toccante, molto coinvolgente, che ha emozionato tutti. Antonello ha trasmesso a noi ragazzi un messaggio di speranza, un invito a non mollare mai e a vivere intensamente, nonostante tutto.

In classe, attraverso la lettura di alcuni brani del libro, siamo entrati a piccoli passi nella storia della famiglia di Antonello D’Ajello e in particolare di Matteo.

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il vigile urbanoNoi alunni delle classi seconde della scuola media di Soleto stiamo partecipando al progetto “Vigiletto”: saremo formati per diventare dei piccoli vigili.

Ma chi è il vigile e che cosa fa? Il vigile è una figura amica che aiuta tutti a rispettare le regole, necessarie per garantire la propria sicurezza e quella altrui.

I compiti del vigile sono tanti:

  • dirigere il traffico;
  • far rispettare le regole della strada;
  • comunicare le ordinanze comunali, ovvero le disposizioni che dà il sindaco per la pubblica sicurezza;
  • offrire informazioni utili;
  • controllare i cantieri stradali, i palazzi, gli appartamenti;
  • controllare l’occupazione del suolo pubblico;
  • controllare che chi guida abbia i documenti;
  • controllare che non si inquini la strada;
  • controllare gli edifici pubblici;
  • rilevare gli incidenti;
  • prestare soccorso;
  • sorvegliare il palazzo del Comune. 

Come ci può aiutare il Vigile? Per esempio, aiuta ad attraversare la strada, a tornare a casa, a difendersi da un bullo o da qualcuno che dà fastidio, presta soccorso e fornisce il suo aiuto in caso di incidente o se qualcuno si sente male.

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