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LAQ.CRONACALOCALE

 

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i difficili rapporti genitori figli1Sento la porta aprirsi, non ho bisogno di girarmi per sapere chi è arrivato o cosa mi dirà. In quel momento mi viene in mente solo una frase: “Che inizino le danze!”

- Cosa stai facendo?

- Sto studiando…sai, quello che sono obbligati a fare tutti i ragazzi il pomeriggio?!- aggiungo con aria sarcastica.

Beh, ammetto che l’80% delle volte mi metto a studiare cinque minuti prima che mio padre entri nella mia camera, dopo aver sentito il camion arrivare.

- Vorresti dire quello che fanno tutti i ragazzi, tranne te; vedi di impegnarti che se prendi voti bassi ti disintegro. Risponde lui con tono falsamente minatorio.

- Come vuoi, chiudi la porta per favore!

- Un giorno di questi te la smonto la porta.

E fin qui tutto normale, questa è la solita conversazione con mio padre, quando torna dal lavoro; il peggio è accaduto mentre i miei genitori mi accompagnavano in piscina. Infatti a mia madre è venuta in mente la brillante idea di chiedermi:

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quale scuola dopo la terza media1Siamo entrati da poco in terza media, l’anno della scelta per il nostro futuro; infatti capita molto spesso di sentirsi chiedere dai genitori o dai docenti: “Che cosa vuoi fare da grande? Che scuola vuoi intraprendere dopo?”.

Io, fin da piccola, sogno di diventare pediatra perché amo molto i bambini e mi ha sempre affascinata il campo medico.

Un’altra delle mie passioni sono le lingue straniere, forse perché sono italo-albanese, infatti quando frequentavo le elementari ero molto brava in inglese e da quando ho iniziato le medie sono molto brava anche in francese.

Ritornando al discorso di quale scuola vorrei intraprendere, mi ispira molto il liceo linguistico per i motivi che ho spiegato prima e perché voglio studiare anche lo spagnolo. Sono così convinta di questa scelta, che la porterò avanti, anche se mia madre non mi appoggia, perché lei vorrebbe che io frequentassi lo scientifico, perché dice che io sia brava in matematica.  Comunque non ho ancora scelto e ora che a scuola è iniziato il “Progetto Orientamento” spero di riuscire a chiarire le idee.

Haskja  Jessica

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mammaSe avessi una bacchetta magica, sceglierei di essere mia madre perché lei è una donna molto forte.

C’è sempre stata per me e mi ha sempre aiutato, nonostante si occupi di mio fratello che non sta bene.

Mi ricordo che da piccola mi diceva di essere sempre forte, di non arrendermi di fronte alle difficoltà, perché la vita è piena di ostacoli che dobbiamo affrontare.

Io, purtroppo, non sono forte come mi vorrebbe.

Inoltre la mamma mi ha sempre detto di essere felice in qualsiasi situazione, di non lasciami abbattere e di trovare il lato positivo delle varie circostanze e, soprattutto, mi ha insegnato che non devo cambiare mai per nessuno, che devo vivere la mia vita, senza pensare al giudizio degli altri, poiché chi mi vuole bene, deve accettare i lati positivi e anche quelli meno belli del mio carattere.

Io, tuttavia, lo ammetto, non ho un carattere semplice, mi arrabbio per un nonnulla e sono alquanto permalosa.

La mia mamma, però, mi capisce sempre, anche nei momenti un po’ brutti e, anche se qualche volta capita che le rispondo male, non si arrabbia perché sa che sono nervosa per qualche ragione.

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Il mio angelo custodeNella mia famiglia c’è una persona davvero speciale: questa persona è mia madre. Se avessi una bacchetta magica, vorrei proprio diventare come lei.

È una persona molto speciale, piena di energia e di buona volontà. Aiuta sempre tutti e pensa poco a se stessa. Se qualcuno ha bisogno di lei, lei c’è sempre; ti capisce al volo ed è sempre lì a farti sorridere.

A volte, sì lo ammetto, è un po' rompiscatole, non la vorrei ascoltare, però è proprio a questo che servono le mamme, a correggere gli errori della vita.

Alcune volte la faccio esaurire nel vero senso della parola, però poi ci mettiamo a ridere e non la smettiamo più. Il giorno prima di verifiche o interrogazioni, come ogni alunno, mi ripeto la lezione. Però, per stare più tranquilla, ed essere più sicura, riguardiamo il tutto insieme, anche fino a tardi.

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stop lavoro minorileIl lavoro minorile è purtroppo diffuso ancora oggi. In alcuni paesi in via di sviluppo, le famiglie mettono al mondo figli per venderli e fare denaro, con lo sfruttamento del loro lavoro. Vengono venduti per saldare dei debiti, costretti a lavorare nelle fabbriche illegalmente e tenuti in situazioni igienico sanitarie penose e senza che sia garantita nessuna sicurezza. Vengono così, ingiustamente, privati dei loro diritti! In realtà, si parla molto di tutela dei minori, ma queste cose continuano ad accadere, senza chiedersi cosa si potrebbe fare per mettervi fine. Bisogna agire subito e lottare, ponendoci come fine la salvaguardia di tutti gli esseri umani e di tutti i loro diritti!

Ascoltiamo la loro voce…

Cari uomini dell’Occidente,

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la sicurezza ci sta a cuoreMartedì 19 novembre 2019 nell’Aula Magna del nostro Istituto si è tenuto il primo incontro del Progetto di sensibilizzazione scolastica sulla sicurezza stradale dal titolo “La sicurezza ci sta a cuore”.

La manifestazione, ormai giunta alla sua quarta edizione, promossa dal Comune di Soleto in collaborazione con l’ACI CLUB di Lecce, vede noi alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di I Grado “G. Falcone e P. Borsellino” impegnati, in prima persona nell’organizzazione delle attività di uno dei corsi erogati dai promotori, dal titolo “Il Vigiletto”.  

In questo primo incontro, tenuto dalla Direttrice dell’ACI CLUB, Dott.ssa Teresa Elvira Sambati,  insieme al comandante del Corpo dei Vigili Urbani di Soleto, Dottor Gaetano Congedo, ci hanno illustrato il progetto che prevede, attraverso il “gioco delle parti”, una serie di

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violenza di genereIl 25 Novembre ricorre, ogni anno, la “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”.

La violenza, purtroppo, è un diffuso e triste fenomeno: negli ultimi vent’anni sono state uccise 3.325 donne. La violenza di genere avviene in una relazione che sta per iniziare, che si sta concludendo o si è già conclusa.

Con l’espressione “violenza di genere” si indicano tutte le forme di violenza: psicologica, fisica, sessuale, stalking fino al femminicidio. Queste manifestazioni nascono per la disuguaglianza tra i sessi e una mentalità che considera le donne come esseri inferiori. Le donne di molti paesi europei sono prigioniere degli uomini e il loro ruolo è essere delle brave mogli, brave madri e figlie obbedienti. Potremmo dire, dunque, che le donne sono sottomesse. Pertanto, dove c’è discriminazione c’è violenza.

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giornata ambiente 1“Quanto gli alberi siano importanti”:  è questo che si è colto nell’incontro tenuto mercoledì 20 novembre, nell’Aula Magna dell’ICS di Soleto, con i Carabinieri della Forestale venuti in occasione della "Giornata nazionale degli alberi". 

"Senza gli alberi non ci sarebbe vita". L’albero per la sua “Resilienza” è esempio di sopravvivenza  e di adattamento, invidiabile.

Ogni albero ha la sua originalità: ha una propria forma e un proprio corpo. Singolare è la forma di quel Faggio di S. Francesco la cui leggenda narra che si piegò in avanti per proteggere dal temporale quel frate che sotto di esso aveva cercato riparo. Gli alberi, a differenza degli uomini, non possono muoversi, ma comunicare sì, tra loro e con noi, e vivere in simbiosi.

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malala“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo...”, così dice la nostra eroina Malala. Io penso la stessa cosa: i libri e le penne sono armi potenti perché con lo studio riusciamo a risolvere tanti problemi. Alcuni ragazzi pensano che lo studio non serva a nulla e lo lasciano per cercare un lavoro o per non far nulla.

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