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chi ha paura muore ogni giornoPaolo Borsellino era un magistrato italiano che ha dedicato la propria vita alla lotta contro la mafia, senza mai retrocedere di fronte ai gravi rischi a cui si esponeva con la sua attività investigativa, spinto da un forte senso del dovere verso lo Stato e le sue istituzioni. Egli si batteva non solo per sconfiggere la mafia, ma anche la cultura mafiosa. Il suo era un ideale di giustizia. Non c’è niente di più prezioso di un ideale che sopravvive anche dopo la nostra morte, una legge morale che ci spinge ad agire sempre secondo giustizia. Non c’è niente di più commovente di un ideale per cui si è combattuto una vita intera, di un ideale per cui, addirittura, si è sacrificata la vita. La lealtà con cui l’uomo si dedica a un’idea, la forza e la dedizione con cui la protegge: sono queste le cose che contano e che rendono grande quell’uomo.

Però i grandi uomini e le grandi idee, da soli, non vanno da nessuna parte. Il mondo non lo può cambiare un uomo solo! Un uomo solo può diffondere un ideale, può convincere, può far aprire gli occhi, ed è esattamente ciò che fece Paolo Borsellino. In realtà sono le persone, tutte insieme, che possono concretamente stravolgere le cose. Borsellino sapeva che non avrebbe potuto sconfiggere la mafia. Era impossibile, ne era consapevole, eppure ha dedicato la sua vita a questo. A proposito di ciò egli affermava: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una sola volta”.

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finestraQuando mi affaccio alla finestra, tristezza e solitudine mi assalgono. Vedo le case che hanno porte e finestre chiuse dalle quali non esce e non si affaccia più nessuno. La grigia strada è deserta e la villetta del convento con le sue panchine vuote sembra aspettare qualcuno che sicuramente non arriverà. L’unica nota di colore è data dall’erbetta che rigogliosa cresce ai margini delle strade. Tutto è statico, sembra un fermo immagine.

Alzo, poi, gli occhi al cielo e vedo stormi di uccellini volare liberi insieme a leggiadre farfalle. Dinanzi a questo spettacolo, si riaccende in me la gioia e immagino di sentire il suono del citofono, di aprire la porta, di dare il benvenuto ai miei nonni, di corrergli incontro, di abbracciarli forte, forte. Immagino anche di dirigermi con passo veloce verso la scuola, che intravedo dalla mia finestra, e di aspettare con i miei amici il suono della campanella che indica l’ingresso. Immagino, immagino…immagino la mia vita di sempre mentre sono affacciata alla finestra per “l’ora d’aria”.

Che strano, i miei sogni di un tempo sono, come per magia, svaniti. Ora il mio unico sogno è di tornare alla vita di sempre, quella fatta di piccole ma grandi cose, di gesti quotidiani che riempiono il cuore e ci fanno stare bene, come un semplice abbraccio.

Eleonora Meleti

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primavera andrea leoÉ arrivata la primavera e tutto intorno a noi comincia a rinascere. Come ogni anno la natura continua il suo corso, come se non sapesse di questa bruttissima situazione che stiamo attraversando, un virus che sta indebolendo e uccidendo con un solo goal milioni di persone in tutto il mondo senza fare alcuna distinzione.

Le gemme sugli alberi cominciano a fiorire, l’erba spunta rigorosa dal terreno inaridito dall’inverno, si vedono anche le rondini che svolazzano nel cielo e con il loro canto ci annunciano che la primavera è tornata. Si sente l’aria che è cambiata con l’arrivo di questa stupenda stagione: il venticello è più caldo e si sente un senso di rinascita della natura accompagnata dal cinguettio degli uccellini.

Da quando è cambiata l’ora si sono allungate le giornate, ed io mi sento emozionato, come se ci fosse una scossa elettrica, una specie di campanellino che mi risveglia e mi fa venir voglia di uscire con gli amici a giocare a calcio, a fare una passeggiata, una corsa in bici….

Quest’anno però c’è un andamento diverso perché non possiamo uscire, fare una gita in campagna, a mare e quindi dobbiamo rimanere a casa a trovare qualcos’altro da fare, una volta terminati i compiti. Ma la voglia di divertimento resta sempre con me, anche perché sono ugualmente felice poiché i miei amici ed io ci possiamo video-chiamare al telefono, così come con i professori che ci possono spiegare ed interrogare sulle lezioni che si trovano sui libri e quindi facilitarci il lavoro.

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I MalavogliaPadron ‘Ntoni rappresenta la fedeltà ai valori tradizionali, il suo è un mondo arcaico e patriarcale. La sua filosofia di vita si basa sull’accettazione passiva e su una piena rassegnazione riguardo alla condizione che si è avuta in sorte. Ribellarsi è inutile e dannoso. Egli si esprime per motti e massime che rappresentano la saggezza popolare e i valori del tempo. La famiglia è per lui una sorta di credo religioso e rappresenta il centro di gravità e il rifugio nell’infuriare delle tempeste della vita. (Classe III Sc. Sec. di Sternatia)

Nel brano letto, tratto dal primo capitolo dei Malavoglia, padron ‘Ntoni usa molti motti e proverbi perché essi esprimono i valori della società del tempo e la saggezza delle persone anziane. Con i motti e i proverbi Padron ‘Ntoni manifesta il suo pensiero e lo argomenta. Sono riuscita a cogliere il significato che essi sottendono; essi spiegano soprattutto come si concepiva, come si gestiva, al tempo, una famiglia.

La massima che mi è piaciuta di più è: “Gli uomini sono fatti come le dita della mano: il dito grosso deve fare da dito grosso, e il dito piccolo deve fare da dito piccolo”; mi ha molto colpito il paragone con la mano. Il pollice infatti è il dito che svolge sempre una funzione importante nella presa degli oggetti.

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zibaldone dei testi immagineTEMI DI ARGOMENTO GENERALE

La stanza di un adolescente riflette molto della sua personalità e delle sue passioni: è vera questa affermazione? Rispondi partendo dalla descrizione della tua stanza: come è cambiata nel corso degli anni? Rispecchia la persona che sei? Quali sono gli oggetti della tua stanza a te più cari?

Quando si ha paura di cadere, di non farcela, di non riuscire, di fallire un’altra volta, quando si ha paura del mondo intero, di quello che la gente pensa, di quello che la gente fa. Quando si ha paura che la paura prenda il sopravvento, e la forza di andare avanti si fa troppo piccola vicino alla debolezza umana c’è chi si rifugia nelle persone e cerca di colmare quel vuoto in esse. E, invece, c’è chi è stanco e non si fida più dell’umanità. Chi ormai si illude che le persone possano essere più di ciò che mostrano perché, in fondo, secondo me, tutti hanno quella parte che non mostrano, ma che è migliore di quella che mostrano. E allora trovano un rifugio nelle cose, negli spazi vuoti, nel silenzio che sicuramente vale più di mille parole. In una stanza... In quella stanza che mi dà il coraggio di affrontare la vita, qualche poster attaccato e penzolante sulle pareti, un letto al centro della stanza, una libreria e una scrivania. E sempre un paio di cuffie sul comodino. Le mie passioni, le mie abitudini, le mie risate e i miei pianti. Tutto il mio mondo in quelle quattro pareti sempre in disordine, ma che dicono tutto di me. 

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zibaldone dei testi immagineELABORATI SU FABRIZIO DE ANDRÈ

Realizzazione di un testo narrativo su “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè.

- Aspetta, non andare! Non lasciarmi qui! - disse Ninetta. 

-Così è più difficile, però!- sussurrava nel suo orecchio, in quell'abbraccio... in quell'ultimo abbraccio!

- Ci rivedremo?

- Certo che ci rivedremo. Tu pensa ai nostri bambini e falli crescere, non fare mancare loro nulla ed insegna loro ad amare il mondo, come abbiamo fatto noi...-

Piero sapeva perfettamente che non sarebbe più tornato a casa, ma quel “ci rivedremo” non era stato detto a caso, perché lui era convinto che un giorno, forse lontano, si sarebbero rivisti per davvero, in un mondo migliore... Nessun amore così grande poteva finire in questo modo e loro avrebbero pagato qualsiasi cosa pur di non dividersi. Quando la vita ti strappa la persona che ami all’inizio è dura, poi con il passare del tempo la ferita si ricuce, ma purtroppo rimane...

Io sono convinta, però, che loro non si divisero mai, perché ognuno viveva nel cuore dell’altro. Era dura per Piero dividersi da Ninetta, sembrava un sogno, ma il rumore del treno che stava per partire gli fece capire che era purtroppo realtà. Così Piero partì per la guerra nascondendo le lacrime a quelle dei suoi compagni.  Durante il viaggio, Piero pensava a come sarebbe potuto morire e a chi avrebbe vegliato su di lui dopo la morte, magari una rosa o un tulipano. 

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zibaldone dei testi immagineTEMI DI LETTERATURA

Rifacendoti al “Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere” di Giacomo Leopardi letto e rappresentato in classe, sviluppa un dialogo tra i due personaggi citati nel quale emerga che “la vita è una cosa bella”.

VENDITORE: Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi…

PASSEGGERE: Buongiorno, venditore. Almanacchi per l’anno nuovo?

VENDITORE: Sì, signore!

PASSEGGERE: Oh, bene… Quanta varietà, caro venditore!

VENDITORE: Eh già, almanacchi rumeni, cinesi, giapponesi, italiani… Di certo me ne sarò dimenticato qualcuno.

PASSEGGERE: Vedo tanto entusiasmo in lei, passato bene quest’anno?

VENDITORE: Una miseria! Questo è il mio lavoro, signore!

PASSEGGERE: Che cosa intende dire?

VENDITORE: Vede, come può uno come me passare anni felici?

PASSEGGERE: Non la sto capendo.

VENDITORE: È ormai da 20 anni che vendo almanacchi dalla mattina alla sera, stando al freddo invece di stare con la mia famiglia.

PASSEGGERE: Mi vorrebbe dire che se potesse rivivere i suoi vent’anni non lo farebbe?

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LA NOSTRA MERAVIGLIOSA ITALIASe dovessi scegliere alcuni aspetti che, secondo me, possono essere motivo di orgoglio per gli italiani, sceglierei la bellezza del paesaggio italiano, il cibo e la storia del nostro paese che ci ha regalato tanti tesori.

Per quanto riguarda il paesaggio basta pensare alle bellissime coste, meta di molti turisti in estate e non solo. Sono ricche di insenature e immense spiagge; puoi passeggiare e ascoltare il suono delle onde che si mischia con quello del vento. E che dire delle montagne, le cui vette innevate, d’inverno, sono meta di sciatori e d’estate ci regalano paesaggi meravigliosi. Quando sali in cima ti ritrovi tra le nuvole e puoi sognare ad occhi aperti. Poi, se vogliamo conoscere il nostro passato, basta visitare le nostre città e scopriamo com’era un tempo l’Italia. Ne sono testimonianza i castelli, le chiese realizzate nei vari stili, le piazze e altre meraviglie. Tutto questo è un’immensa ricchezza per il patrimonio culturale.

Altro di cui l’Italia è particolarmente fiera è il cibo e il vino. Tanti sono i piatti tipici, come ad esempio: la pizza, gli spaghetti alla carbonara, all’amatriciana, alla bolognese, le lasagne, il risotto alla milanese, gli arancini, i pasticciotti pugliesi e i cannoli siciliani, e tante altre cose buone. Il cibo è preparato con amore e con molta attenzione, usando ingredienti naturali. Poi i vini conosciuti in tutto il mondo: sono una grande ricchezza e i vinicoltori ci mettono la passione, sempre.

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INTELLIGENZA E BELLEZZA COSA CONTA DI PIUCaro diario,

la giornata scolastica oggi è stata intensa: matematica, scienze…, ma l’ora che mi è piaciuta di più è stata quella di italiano, in cui è sorta una discussione molto interessante sui nostri modi di giudicare gli altri ed è venuto fuori un interrogativo amletico: nella vita conta di più l'intelligenza o la bellezza?

Le risposte non sono state unanimi, ma erano molto legate al modo di essere e al carattere dei miei compagni. Io, riguardo a ciò, ho un’idea ben definita: per me conta assai di più l’intelligenza.

Al giorno d'oggi tutti distinguono una persona dalla bellezza, dalla popolarità e dalla ricchezza e pochi tengono conto dell'intelligenza, dell'altruismo e dell'onestà.

Secondo me, non ha senso giudicare qualcuno dalla bellezza esteriore, perché prima o poi questa si perderà, invecchiando, invece se uno è intelligente, rispettoso e altruista verso gli altri potrà sfruttare le sue abilità nel corso del tempo, migliorandole di giorno in giorno.

Allora io mi chiedo perché nessuno giudichi gli altri dalla bellezza interiore, quando è proprio quella che rimane a vita e non svanisce? Ed è quella che conta di più! Pensate per esempio alla profondità dell'amore di una mamma o di un papà nel vedere il figlio nascere e crescere e, viceversa, l'amore di un figlio per i propri genitori.

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